20 marzo 2010

Manifestazione per lutto cittadino

12/12/78 - Manifestazione Lutto Cittadino
In seguito ad un conflitto a fuoco, avvenuto l'8 novembre 1978 nel canale di Sicilia, in acque internazionali, motovedette tunisine inspiegabilmente sequestrano, con la forza delle armi, sei motopesca mazaresi. La stessa sera medesima sorte stava per toccare al motopeschereccio "Maria Caterina" e ad altri tre pescherecci. Una motovedetta tunisina, senza nessun preavviso, controllati i documenti regolari del natante lo hanno mitragliato ferendo il capitano Mario Passalacqua e uccidendo suo fratello Francesco di anni 45, cuoco e padre di sei figli.

Grande manifestazione di dissenso per le ripetute ingiustizie un mese dopo l'accaduto
Molo Giuseppe Caito

Gli Istituti scolastici partecipano sentitamente al cordoglio civico
Giancarlo Di Simone, Enza Giocondo (dietro con occhiali), ? , ?, Carlo Pantaleo (dietro con occhiali), Antonella Barbera, Elena Papa (dietro con occhiali), ?, Angela Trapani, Sebastiano Salvato, Domenico Signorello, Francesco Sieli, ?.


Giancarlo Di Simone, Madi Di Giuseppe, Angela Trapani, Sebastiano Salvato, Francesco Sieli, Nicolò Giacalone

Corteo Funebre 


La salma dello sfortunato marittimo, portata a braccia dai compagni di lavoro


La commozione trasparisce dai volti dei presenti
... altro tributo di sangue innocente nell'adempimento del proprio lavoro!

16 marzo 2010

Caso Gima

1980
Ennesimo tentativo di sequestro ai danni di un peschereccio, ad opera di una motovedetta tunisina, nonostante il peschereccio si trovasse in acque internazionali e fuori delle acque territoriali tunisine.
A causa dei colpi esplosi da una motovedetta tunisina mori' Salvatore Furano, componente dell'equipaggio del motopesca "Gima". In a questo ennesimo episodio iniziarono le trattaive che portarono all'accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia, con la creazione di societa' miste nel settore della pesca. Ma dato che le mutevoli condizioni politiche non consentono dei rapporti stabili e duraturi, si una continua violazione dei trattati



Il motopesca con evidenti segni del bombardamento
(una foto che scattai al rientro del natante)


14 marzo 2010

Motopesca Massimo Garau

Motopesca dell'armatore mazarese Giuseppe Quinci, affondò nel Canale di Sicilia in tempesta il 16 febbraio del 1987 e nessuno dei 19 componenti d'equipaggio riuscì a salvarsi. In quindici (fra cui 14 africani) morirono annegati, mentre gli altri quattro furono trovati assiderati su una scialuppa (in foto il motopesca Garau recuperato successivamente). Furono accusati l'armatore Giuseppe Quinci e Giuseppe Genovese ing. funzionario del Rima (Registro navale di Trapani). 

Dal Corriere della Sera 17 luglio 1996 "E dopo nove anni il peschereccio tornò solo: è giallo"
Il peschereccio mazarese "Massimo Garau" misteriosamente scomparso nel canale di Sicilia il 16 febbraio del 1987 e localizzato al largo di capo Bon (Tunisia) e' arrivato ieri nel porto di Trapani. Il peschereccio presenta un grosso squarcio sulla fiancata destra, provocato molto probabilmente dall' impatto con il fondale. Si presume che a bordo vi siano dei resti umani appartenenti ad alcuni membri dell' equipaggio. Le persone imbarcate al momento del naufragio erano 19. Il peschereccio mazarese "Massimo Garau", trasportato da rimorchiatori su una banchina del porto di Trapani, e' stato recuperato grazie all' intervento di un pontone galleggiante. I corpi di quattro dei cinque marinai imbarcati sul peschereccio vennero ritrovati quattro giorni dopo la scomparsa su una scialuppa di salvataggio e la loro morte fu attribuita ad assideramento. Lungo 30 metri, 190 tonnellate di stazza, il "Garau" era partito dal porto mazarese nel febbraio di nove anni fa per una battuta di pesca diretto verso lo stretto di Gibilterra. L' ultimo contatto radio avvenne la mattina del 16 febbraio. Secondo i magistrati gli scopi del viaggio del "Garau" sarebbero stati diversi dalla semplice pesca del gambero ed avrebbero nascosto finalita' illecite. Il "motopesca" sarebbe quindi affondato per cause traumatiche esterne o interne. I magistrati avrebbero ricostruito anche la natura del carico trasportato. A bordo potrebbero esservi anche i resti degli altri 15 uomini d' equipaggio, tutti ghanesi, annegati.